Friuli: generare servizi in montagna

Friuli: generare servizi in montagna


Da un comitato di famiglie a una scuola alternativa di comunità

Ecco come, dallo stimolo di tre donne, la comunità ha saputo rigenerare se stessa. Intervista a Marzia Del Negro Presidente de La Cordata


Inizialmente sembrava un piccolo progetto. Due mamme, parlando con Marzia le raccontano come per i loro figli non ci siano molte offerte. Nasce così l’idea di fondare un comitato, la cordata delle famiglie.

Siamo nel tarvisiano, una zona fortemente colpita da spopolamento e invecchiamento dei residenti. Le tre donne, un po’ per gioco, iniziano a proporre ai bambini del luogo e ai loro genitori delle camminate di gruppo; presto però le ‘spasseggiate’ diventano un’occasione di aggregazione per tutta la comunità, genitori, bimbi, single, coppie senza figli, anziani e anche persone che nella Valcanale hanno solo la seconda casa.

 

La comunità diviene protagonista, si generano nuovi servizi

Inizia così l’esplorazione del territorio accompagnata da attività, giochi e proposte educative che oltre ai bambini coinvolgono gli adulti. Il comitato di famiglie si trasforma in associazione, La cordata. Il gruppo piano piano si allarga, si avvicinano persone che condividono gli stessi valori. Si ampliano le attività proposte: vengono realizzati laboratori per minori, serate informative per adulti, escursioni notturne, gite nei rifugi e in luoghi fino ad allora percepiti solo per i turisti; aprono le ‘settimane nel bosco’, centri estivi rivolti a tutti i bambini, anche ai figli di chi nel tarvisiano viene in vacanza. Si moltiplicano così le occasioni di interazione, i servizi e le iniziative.

 

Resta vivo l’interscambio con la pianura

Alcune attività verranno esportate a Trieste, territorio con cui si eserciterà un continuo confronto. Nasce anche l’angolo dell’ascolto’ dove sia Marzia Del Negro (pedagogista, presidente de La Cordata) che la psicologa Laura Mulich (di Trieste) offrono un punto di appoggio a chi desidera rielaborare il proprio vissuto e confrontarsi su alcuni problemi.

 

Si fa rete, si valorizzano il territorio e il patrimonio invisibile

La gran parte delle proposte sono gratuite. La natura acquisisce un ruolo centrale ma anche il patrimonio invisibile della comunità viene riscoperto. Ad esempio si organizzano attività che valorizzano l’estrema varietà linguistica della zona (italiano, tedesco, sloveno, friulano). Si coinvolgono le associazioni locali e dell’alto Friuli, i portatori di saperi tradizionali, tra cui gli anziani e, in generale, chi ha qualcosa da insegnare. Le competenze vengono messe in circolo e la comunità si arricchisce.

 

Nascono nuove professionalità

Mano a mano anche i volontari e gli organizzatori accrescono le loro conoscenze. Decidono di raffinare però la loro formazione e si fanno aiutare da un gruppo di esperti di settore. Nascono così nuove professionalità tanto che, nell’autunno 2021, aprirà un asilo alternativo. Il modello scolastico si ispira alla pedagogia del bosco e alla outdoore education e riconosce nella natura un elemento prezioso con cui crescere e misurarsi. La comunità sarà coinvolta nelle proposte educative. Una comunità ricca di diversità e saperi chiamata da se stessa a rifar ricircolare la propria linfa vitale.

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