Friuli: sorprenditi sempre, sei a Sauris (UD)

Friuli: sorprenditi sempre, sei a Sauris (UD)

Sauris una emozione lunga tutto l’anno.

A Sauris verdi prati accuratamente falciati d’estate, il cielo azzurro così vicino che sembra di poterlo sfiorare, dolci montagne coperte di abeti e faggi. In lontananza alle alte creste rocciose circondano il panorama. In autunno, prima che le foglie cadano a terra, il paesaggio si tinge dei colori del fuoco.


D’inverno quando la neve scende copiosa, il silenzio della coltre bianca invade il paese. Sauris brilla alla fredda luce dei lunghi mesi invernali. La primavera riporta i fiori e le preziose erbe da sempre usate in cucina e in “farmacia”. In estate i prati brulicano di vita e l’aria frizzante si scalda poco a poco.

l comune di Sauris/ Zahre (1000-1400 m. s.l.m., 400 abitanti, 3 frazioni) è situato nell’alta Val Lumiei, in provincia di Udine, all’estremità nord-occidentale del Friuli-Venezia Giulia.
I primi coloni giunsero dal Tirolo orientale o dalla Carinzia attorno alla metà del 1200.

La comunità riuscì a sviluppare un’economia relativamente autosufficiente sfruttando le risorse del territorio. La conca di Sauris è ricca di prati e pascoli, è particolarmente adatta all’allevamento e all’alpeggio, le cui produzioni di alta qualità rappresentano merce di scambio. Ancora oggi i boschi di Sauris sono ampiamente sfruttati per il pregiato legno prodotto.

Per secoli i collegamenti con le vallate limitrofe furono possibili soltanto attraverso sentieri e mulattiere. Un’altra opera fu la costruzione dell’impianto idroelettrico del Lumiei con la maestosa diga di sbarramento.

La difficoltà di accesso e l’asprezza del territorio contribuirono a conservare diverse caratteristiche culturali: fino alla metà del secolo scorso la popolazione era trilingue (saurano, friulano, italiano). All’interno di questo sistema linguistico l’idioma più caratteristico è quello locale, un dialetto bavarese meridionale che presenta notevoli affinità con i dialetti carinziani e tirolesi.

Molto interessanti e vitali sono anche le tradizioni religiose e simboliche, come le questue augurali del periodo natalizio, il carnevale (voschankh), le feste patronali, il pellegrinaggio al santuario carinziano di Maria Luggau.

Particolare importanza ebbe il santuario di S. Osvaldo, a Sauris di Sotto, che grazie alla presenza di una reliquia fu uno dei centri devozionali più noti della Repubblica Veneta; ospita uno splendido Flügelaltar (altare a portelle) di Michael Parth da Brunico (1524), in stile tardogotico tedesco. Merita una visita la chiesa di S. Lorenzo, a Sauris di Sopra, edificio cinquecentesco di stile gotico tedesco, con un capolavoro della bottega di Michael Parth: il Flügelaltar dell’Ultima Cena (1551).

Sempre a Sauris di Sopra si trova il Centro etnografico, ricavato in un vecchio edificio rurale rappresentativo dell’architettura locale in pietra e legno.

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